← Torna al diario

Lo schermo più sottoutilizzato nei viaggi è quello che tutti stanno già fissando

Siete in un terminal traghetti, in una stazione ferroviaria, o a un gate di un aeroporto regionale, e mancano due ore prima che succeda qualcosa. Da qualche parte nella sala c'è uno schermo, e svolge esattamente un compito: dirvi l'orario della prossima partenza. Ve l'ha detto entro cinque secondi da quando l'avete guardato. Continuerà a dire la stessa cosa, immutata, per il resto dell'attesa.

Quello schermo ha un pubblico prigioniero che la maggior parte del marketing considererebbe una fantasia da raggiungere: persone già lì, già abbastanza interessate alla regione da essersi presentate, senz'altro a reclamare la loro attenzione per le prossime due ore. E per quasi tutta la durata di quell'attesa, lo schermo non ha più nulla da dirgli.

Un canale di viaggio lento è fatto esattamente per quel vuoto. Non un tabellone delle partenze con un canale attaccato di lato, il canale stesso, in loop silenzioso su uno schermo che altrimenti resterebbe inattivo: la costa che il traghetto sta per attraversare, la linea ferroviaria che corre nella valle fuori, una cittadina vicina che la maggior parte di chi aspetta non ha mai davvero visto. Non costa alla sala nulla che non stesse già pagando. Cambia solo cosa fa lo schermo con le due ore che aveva già.

Costruiamo già canali esattamente per questo tipo di schermo, in uffici turistici, terminal e hall, accanto alla versione che va in streaming sul web. Se nella vostra destinazione c'è una sala d'attesa con uno schermo che ha già detto tutto quello che aveva da dire entro il secondo minuto, raccontatecelo, e potremo parlare di cos'altro potrebbe fare con l'ora e cinquantotto minuti rimanenti.